I
FATTI ed i documenti=
Primavera -estate 2002 = Incarichiamo
il nostro Geometra, uno dei migliori professionisti che opera a Pavullo,
di presentarci le pratiche in Comune per la realizzazione di modestissime
opere di manutenzione straordinaria di un piccolo fabbricato esistente
uso servizi ed ufficio = rifacimento del manto di copertura in coppi,
spostamento di una porta, sostituzione di una parete in laterizio
di 4 mq con una parete in sasso, costruzione di un muro di sostegno
in pietra. Contemporaneamente, lo incarichiamo anche delle pratiche
per una concessione edilizia relativa alla costruzione di un pollaio-porcile
in legno e chiusura di una tettoia esistente nell'ovile. (vedi
le pagine relative a questa questione). Piccole opere da farsi
in economia diretta, che costeranno meno probabilmente di quel che
costano le pratiche edilizie (!!!) e che programmiamo per i mesi gennaio-aprile
2003, visto che solo in quel periodo dell'anno possiamo dedicargli
tutto il tempo che serve ad una loro rapida esecuzione.
La situazione esistente che vogliamo sistemare e' la seguente =
ottobre
2002 = Per il rifacimento della copertura del tetto, basta
una comunicazione di inizio lavori asseverata. Allora non appena sono
pronti i disegni, che serviranno poi per avere con altra procedura
l'autorizzazione al resto delle opere, presentiamo nel frattempo questa.
7
dicembre 2002 = Dopo tanti disegni, relazioni, copie di documenti
ecc.. finalmente anche la pratica per la richiesta dell'autorizzazione
alla manutenzione straordinaria e' pronta e viene consegnata al Comune
(prot. 316 Ufficio Tecnico). Trattandosi di Autorizzazione per manutenzione
straordinaria, l'ufficio Comunale ha tempo 60 giorni per l'esame piu'
15 giorni per il rilascio (tot 75 giorni), dopo di che esiste la situazione
per il silenzio assenso= se non arriva la autorizzazione nei tempi
previsti questa deve ritenersi approvata ed i lavori possono iniziare.
9 dicembre 2002 = il tecnico
istruttore del Comune chiede verbalmente al nostro Geometra una integrazione
ai documenti presentati, una diversa planimetria del muro di sostegno.
Non viene fatta nessuna sospensione del procedimento, la planimetria
serve solo a verificare le distanze del muro dai confini di proprieta'
13
dicembre 2002 = Viene protocollata in Comune la consegna da
parte del nostro Geometra dell'elaborato grafico richiesto verbalmente.
30 dicembre 2002 = Viene rilasciato
senza alcuna eccezione il nulla osta al rifacimento del tetto del
fabbricato di cui alla comunicazione di inizio lavori di ottobre.
I disegni e le relazioni allegate alla pratica sono le stesse di quelle
agli atti per la Autorizzazione dei rimanenti lavori.
18 febbraio
2003 = presi dalle altre questioni (vedi)
ci eravamo dimenticati di questa pratica. Quando ce ne ricordiamo,
telefoniamo al tecnico istruttore del Comune per averne notizia. Questo,
meravigliato del fatto che non l'avessimo ancora ritirata, ci informa
che lui e' oltre un mese che l'ha istruita positivamente, e va nell'ufficio
amministrativo a cercarla. Ma la pratica non la trova; ci dice che
forse ce l'ha un suo collega dell'ufficio agibilita' e controlli,
che sta esaminando da giorni tutta la nostra posizione a seguito di
una lettera di un vicino (vedi).
Non puo' essere che una generica lettera senza argomenti di un vicino
blocchi il normale corso di una istanza, e ci precipitiamo quindi
in Comune, dove abbiamo un incontro con il Responsabile dell'ufficio
e l'Assessore. La risposta che ci viene data e' che il motivo del
ritardo non e' da imputare alla lettera del vicino, e' solo che l'ufficio
non ha avuto tempo di farlo, preso da altre urgenze (concessioni per
agricoltori che altrimenti avrebbero perso contributi). Ci viene comunque
ricordato che l'ufficio non e' in ritardo, ha ancora DUE giorni per
il rilascio prima che scadano i 60 giorni piu' 15 previsti. Va bene,
aspettiamo DUE giorni diciamo noi, dopo di che cominciamo, che anche
noi abbiamo urgenza. Non ci viene detto di no.
19
febbraio 2003 = scriviamo al Sindaco per protestare contro
le assurde richieste ed i ritardi nella pratica di concessione per
le altre opere (click) e in
quell'occasione gli ricordiamo anche che il giorno dopo saranno trascorsi
i 75 giorni previsti per questa domanda, per cui dopo quella data
daremo immediato inizio ai lavori.
20
febbraio 2003 = a seguito della nostra pubblica e.mail in cui
portiamo all'attenzione della stampa tutte le vicende collegate tra
loro di questo periodo (click)
viene presentata in Consiglio Comunale una interrogazione a cura del
capogruppo di opposizione per chiedere chiarimenti sullo stato di
questa pratica e della concessione edilizia.
27 febbraio 2003 = sono passati
giorni convulsi sulle altre questioni, ma su questa siamo relativamente
tranquilli, quando a sorpresa ci arriva dal Servizio Edilizia una
raccomandata datata 22 febbraio che ci dice che hanno sospeso anche
questo procedimento in quanto nei disegni mancano due prospetti e
ci sono incongruenze con quanto scritto in una vecchia concessione
edilizia (relativa al caseificio) circa la destinazione d'uso ufficio
di questo fabbricato !!!
Siamo gia' molto arrabbiati per le altre questioni, questa cosa ci
manda su tutte le furie. !!!
Come e' possibile ??? Dieci giorni fa ci hanno detto al telefono che
la pratica e' stata istruita positivamente da oltre un mese, gli elaborati
sono identici a quelli presentati per rifare il tetto gia' approvati
e, come ci hanno detto anche di persona negli uffici, il giorno 20
scadevano i termini per il silenzio assenso !!! Inoltre, se mancavano
dei documenti, questi secondo il regolamento edilizio non andavano
richiesti in una unica soluzione insieme alla planimetria del muro
chiesta a dicembre ????
Scriviamo immediatamente al Sindaco replicando le nostre argomentazioni,
comunicandogli la nostra indignazione e facendogli presente che noi
i lavori, come avevamo promesso il giorno 18 negli uffici e come avevamo
scritto a lui il giorno 19, li abbiamo iniziati il giorno 24 febbraio
e non intendiamo fermarci.
10 marzo 2003
= Nel frattempo erano avvenuti i sopralluoghi da parte del funzionario
del Servizio Controlli del 20 febbraio e del 5 marzo a seguito della
lettera dei vicini (vedi).
I nostri lavori sul fabbricato ufficio sono in corso, come abbiamo
detto a tutti , e lui ci manda una ORDINANZA di sospensione immediata
dei lavori datata 7 marzo avvertendoci di tutte le conseguenze penali
a cui andremo incontro se non obbediamo.
Noi NON obbediamo = abbiamo gia' detto che i lavori sono iniziati
quando i termini del silenzio assenso erano trascorsi, quell'ordinanza
per noi e' illeggittima.
Per quello che riusciamo a capire noi, tutte le procedure seguite
finora sono sbagliate. Allora scriviamo una lunga lettera al Segretario
Comunale nella quale poniamo precisi e dettagliati interrogativi sia
sulle procedure seguite in questa pratica, sia sulle altre, chiedendo
risposte visto che le riteniamo procedure e tempistiche non confacenti
ai regolamenti.
21 marzo
2003 = Ci arriva una raccomandata (prot. 5069 anno 2003) dall'ufficio
edilizia che ci comunica che in data 12 marzo l'ufficio ha disposto
la improcedibilita' e la archiviazione della nostra richiesta di autorizzazione
edilizia, in quanto appunto i lavori li abbiamo gia' iniziati, lo
stato di fatto non corrisponde a quello dichiarato (c'e una apertura
all'altezza del forno, sul lato nord che non verra' interessato da
alcun lavoro, che il Geom non ha indicato in quanto ha fatto una sezione
ad una altezza piu' bassa, apertura che quindi non andava indicata
nel disegno...) e la destinazione d'uso ufficio non va bene (sempre
a causa dell'interpretazione che contestiamo di quel documento generico
presente nella concessione del 1996 prodotta per il caseificio....).
22 marzo 2003 = Scriviamo quindi
di nuovo al Segretario Comunale sollecitando la risposta alla nostra
lettera del giorno 10 marzo, e segnalando i nuovi accadimenti che
riteniamo ingiustificabili, innanzitutto l'illegittima archiviazione
di questa istanza.
27 marzo 2003 = La nostra Associazione
Agricola, che stava cercando una mediazione con l'Amministrazione,
ci comunica con una e.mail che NON esiste la disponibilita' del Segretario
Comunale, degli uffici e dell'Assessore ad un incontro collegiale
con loro, che noi avevamo richiesto per chiarire quello che e' successo,
e trovare una soluzione accettabile per tutti.
27 marzo 2003 = In Consiglio
Comunale l'Assessore competente risponde alla interrogazione del 20
febbraio (delibera n.30 del 27 marzo 03) dichiarando che "fatti
gli approfondimenti dovuti con gli uffici, si informa che lo stato
delle pratiche e' improcedibile in quanto, a seguito di segnalazione
e verifiche del Corpo Forestale dello Stato, si rilevava la realizzazione
di parte delle opere. Per questo, con nota del 12.03.03 si comunicava
che le pratiche erano archiviate perche' non sussistevano piu' i requisiti
di legge per proseguire l'iter istruttorio stante l'esecuzione parziale
delle opere e la non corrispondenza dello stato di fatto. Eventuali
verifiche piu' dettagliate degli atti prodotti dall'ufficio sono disponibili
attraverso opportuna richiesta di accesso agli atti". Nessun
accenno alle procedure da noi contestate che avevano portato da parte
nostra alla realizzazione delle opere e all'archiviazione di quelle
pratiche in condizioni che noi ritenevamo non legittime, prima di
tutto la presenza di una situazione di Silenzio - Assenso.
30 marzo 2003 = Esce un primo
articolo stampa, a seguito di un nostro comunicato, dove denunciamo
pubblicamente quello che noi riteniamo una persecuzione nei nostri
confronti per ritorsione sulle altre questioni (vedi).
L'Amministrazione NON risponde.
10
aprile 2003 = esce un secondo articolo sul giornale locale
con ancora la nostra protesta. L'Amministrazione NON risponde.
22 aprile 2003 = Ci
arriva la raccomandata prot 7419 del 19 aprile nella quale il Segretario
Comunale replica alle nostre due lettere di marzo. Mai noi non troviamo
nella sua lettera le risposte ai precisi quesiti che avevamo sollevato
(click) circa le richieste
di documenti inutili, le procedure ed i tempi a noi riservateci dagli
uffici per l'esame e poi l'archiviazione delle pratiche
. Addirittura citando la lettera dei nostri vicini, in cui si chiedevano
i documenti relativi alle nostre pratiche edilizie, si arriva a negare
quello che secondo noi e' invece molto chiaro (confronta
la risposta del Segretario con la lettera del nostro vicino).
23 aprile 2003 = Siamo molto
delusi della risposta del Segretario. A Pavullo NON esiste un difensore
civico a cui rivolgersi per casi come questo, e l'alternativa che
rimane sarebbe un ricorso al TAR che ci costerebbe decine di milioni,
forse piu' del valore di quello che dobbiamo fare.....
Oppure una denuncia alla Procura segnalando quelli che noi riteniamo
finora inamissibili comportamenti procedurali. Ma la nostra idea e'
che le Procure e' meglio lasciarle lavorare per colpire chi ruba ed
ammazza la gente.
Noi scegliamo di continuare i lavori e contemporaneamente di continuare
nella nostra pubblica protesta, sperando che la smettano e intanto
si trovi una soluzione accettabile per
tutti, magari con la nomina di un Difensore Civico che a Pavullo tarda
ad arrivare......
Scriviamo alla Gazzetta di Modena e per conoscenza al Sindaco che
a questo punto, visto che anche chiedere un intervento chirificatore
del Segretario NON e' servito, continuiamo il resto dei lavori.
Siamo sempre piu' convinti comunque di aver subito delle prepotenze
meschine..
4 giugno 2003 = Scriviamo al
Sindaco una lettera aperta invitandolo a recarsi in azienda per vedere
personalmente i lavori che abbiamo terminato (Click
sulle foto dei lavori) anche in assenza delle concessioni che
ci hanno negato ma nessuno si vede. Nemmeno per contestarci altri
abusi. Noi intanto siamo sempre chiusi per sdegno.
29 giugno 2003 =A seguito della
lettera aperta del 4 giugno esce un altro articolo sul giornale. L'Amministrazione
NON risponde, come a tutti gli altri usciti in precedenza, nonostante
le accuse.
Al procedimento per gli "abusi" avviato nei nostri confronti
il 7 marzo e che teoricamente doveva concludersi con una richiesta
di ripristino dei luoghi da comunicarci entro 90 giorni pero' sembra
non si sia dato seguito, visto che non ci arriva nessuna conclusione
(e cosi' fino ad oggi)
Credevamo che avessero aspettato per fare un procedimento di abuso
unico, con anche gli altri lavori, che avevamo informato stavamo facendo,
ma invece in azienda non torna piu' nessuno a vedere quello che abbiamo
fatto, anche dopo l'articolo.
In febbraio era bastata la lettera di un vicino arrabbiato, priva
di contenuti, (click)
perche' trovassero il tempo e la voglia di venire a misurare tutto
quello esistente perdendo due giorni in azienda ed intere giornate
negli uffici a sfogliare vecchia carta. Invece dopo, nonostante le
nostre ripetute autodenuncie, non trovano piu' nemmeno un ora di tempo
per venire a verificare che veramente abbiamo costruito il resto senza
le autorizzazioni e disobbedito alle loro ordinanze....
Dire che e' strano a noi pare poco.
I
lavori intanto li abbiamo finiti =
novembre 2003 = Il tempo si
sa' mette consiglio, e cosi' la rabbia sembra un po' sbollita da entrambe
le parti. Noi pero' siamo ancora chiusi per sdegno = a Febbraio abbiamo
promesso che avremmo riaperto la vendita solo a cose chiarite, e cosi'
vogliamo fare. Abbiamo quindi finalmente un incontro con l'Assessore
competente e il Responsabile del Servizio Edilizia, insieme al nostro
Geometra, nel quale con tranquillita' cerchiamo tutti di buttare alle
spalle quello che e' successo nella primavera e guardare a come risolvere
la situazione nel migliore dei modi possibile, sia per questa pratica
sia per l'altra collegata, che riguarda i lavori del pollaio e dell'ovile
(vedi pagine relative).
Stabilito il percorso, il nostro geometra si mette al lavoro per rifare
tutti i disegni e gli elaborati necessari per ripresentare le pratiche
in Comune chiedendo la concessione onerosa in sanatoria, visto che
comunque sono opere agricole costruite nel rispetto degli strumenti
urbanistici.
Ma noi non siamo ancora tranquilli, perche' non siamo sicuri che tutti
quelli che contano in quell'ufficio abbiano deciso di andare per la
strada positiva che finalmente sembra abbiano scelto sia l'Assessore
che il Responsabile....... Infatti, proprio in quei giorni, dobbiamo
subire l'ennesima prepotenza di fronte ad una nostra legittima richiesta
di accesso agli atti per una altra questione che non intendiamo dimenticare
(vedi pagine relative)
e soprattutto esiste una nostra richiesta di autorizzazione sanitaria
di ottobre, ferma inspiegabilmente sempre in quell'ufficio (vedi
pagine relative)
Da Novembre, aspettiamo fino a Marzo per capire quindi che le acque
per noi non si sono ancora calmate. A questo punto, se dobbiamo presentare
delle nuove pratiche per litigare poi ancora su queste nuove, e' meglio
continuare a litigare per quello che e' successo sulle vecchie....
Scriviamo il 2 aprile 2004 di nuovo al Sindaco, per parlargli di quella
questione, e ricordargli di questa.
Queste
pagine web trasformano la nostra serrata per sdegno durata oltre
un anno in una protesta virtuale su internet, per far conoscere
l'accaduto a quanta piu' gente possibile. E riaprire nel prossimo
futuro la produzione e la vendita almeno con la dignita' di
poter dire a noi stessi che tutto quello che potevamo fare per
non essere trattati da sudditi lo abbiamo fatto, e abbiamo comunque
realizzato i lavori che ci servivano e che ci volevano impedire
di fare |
Dopo altre fuoriose proteste del titolare, e la pubblicazione nei
minimi dettagli di tutte queste vicende nel sito internet dell'azienda
(vedi sopra) nell'aprile 2004 questa ultima secondaria istanza viene
finalmente portata a termine positivamente.
Nell'estate 2004 ritorna quindi il dialogo tra l'Assessore, i funzionari
dell'Amministrazione ed il titolare. Tutti i soggetti sono ormai convinti
a trovare una soluzione pacifica, e a chiudere la lite con il minor
danno per tutti.
Dopo la presentazione dei documenti di rito ( ma non di quelli richiesti
per fermare la pratica nel gennaio 2003, che evidentemente davvero
non servivano come noi eravamo convinti....) anche questa questione
dei lavori di manutenzione straordinaria si conclude quindi nel marzo
2005 con il rilascio da parte dell'Amministrazione, per i lavori eseguiti,
di una concessione edilizia in sanatoria. Con la quale il titolare
dell'azienda anche sulla carta torna ad essere il cittadino in regola
che e' sempre stato.
A quel punto, come promesso, dopo piu' di due
anni di serrata per protesta,
l'azienda cessa lo sdegno e riprende la normale attività.
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